Scuola di Danza StudioDanza94 di Carmen Pepe
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Carmen Pepe

CARMEN PEPE
Direttore Artistico e Insegnante

Contatti

Biografia

Dopo 14 anni di studio della danza si diploma nel 1994 in danza moderna con Pino Della Monica del Teatro San Carlo di Napoli.

Ha arricchito gli studi con la partecipazione a stage formativi svolti dai maestri: Pino Della Monica, Steve La Change, Giacomo Calabrese.

Dal 1994 gestisce con proficuo impegno la scuola dedicandosi all’insegnamento della danza, nella consapevolezza che il saper trasmettere l’arte sublime del danzare è principio fondamentale per la crescita degli allievi, unito ad un' elevata competenza e professionalità.



Hanno scritto di lei..

"Creatrice, ormai da anni, delle composizioni della koreia (danza) e della grafia (scrittura) Carmen Pepe ha maturato una lunga esperienza come danzatrice lavorando con maestri e coreografi di buon livello, ma ha sempre avuto la capacità e la dote innata di comporre danze, artista pieno come un poeta, come un pittore o un compositore di musica.
Regista dello spettacolo che mette in scena, Carmen Pepe ricompone e sdrammatizza ogni sentimento, sfida le differenze, i tabù, i pregiudizi di tutti i tempi utilizzando i movimenti del corpo come strumento di possesso dei cinque sensi. Anche quando non sono presenti tutti, l’esperta in comunicazione sociale, riesce a trasmettere al pubblico gli specchi del senso che ciascuno di noi possiede nel proprio animo. I meccanismi di difesa.
La sua coreografa ci insegna a trascendere la perfezione, ci fa conoscere i cambiamenti del nostro momento storico attraverso le passioni che vanno oltre le etichette culturali del mito del “bello”. Ci troviamo di fronte la narrazione di un perfetto bilinguismo, come due versioni di una stessa storia: terribile e angosciosa, tenera e dimessa. Proprio come scene di vita quotidiana. Proprio come la poesia che coincide unicamente e interamente con se stessa riappropriandosi continuamente della unicità del reale.
Così Carmen Pepe attraverso la danza e la sua espressione scopre la bellezza delle piccole cose, quelle più semplici, quelle dimenticate. E ce ne parla. Quella bellezza di cui Oscar Wilde diceva "L’uomo non vede le cose finchè non ne scopre la bellezza". Quindi, bellezza come capacità visiva: come capacità di vedere oltre le cose già viste, bellezza come capacità di danzare oltre gli schemi prefissati, bellezza di ascoltare e sentire oltre ogni suono.
Crome e semicrome di un canto non ancora scritto che rappresenta l’emozione generica, l’estetica dei sensi tutti, la supposizione dell’io nelle allegorie dei movimenti in scena: qui è incarnato il mistero della vita, il principio e la fine di ogni cosa. Paul Celan in una sua poesia parla della “stretta di mano”: questa avviene tra due esseri al buio e illumina per sempre.
Ed aggiungo: una stretta di mano è un dono e un perdono." - Rita Pacilio / Scrittrice